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lunedì, 31 ottobre 2005

RASSEGNA STAMPA DE "IL TIRRENO" DI DOMENICA 30 E LUNEDI 31 OTTOBRE

DOMENICA, 30 OTTOBRE 2005
 
Pagina 3 - Livorno
 
di Donatella Francesconi
 
Il Godzilla occupa l’Odeon per tre giorni
 
Arriva la Digos, momenti di tensione. La proprietà non sporge querela
  
L’ex cinema diventerà parcheggio L’iniziativa nata per richiamare l’attenzione «all’abbandono di molti immobili storici sui quali incombono speculazioni immobiliari»
 
 LIVORNO. Era nell’aria da qualche giorno: il centro sociale “Godzilla” sarebbe tornato a rendersi visibile in città rilanciando la richiesta di spazi sociali e creando l’occasione per una discussione su «svuotamento del centro, speculazioni edilizie, disoccupazione, degrado, carovita, tagli ai fondi del Comune». E così ieri mattina, poco dopo le 8, sulla facciata dell’ex cinema Odeon, nel cuore del centro commerciale livornese, sono comparsi i primi striscioni a testimoniare l’occupazione simbolica, per tre giorni, di una delle sale storiche della città. Oggi chiusa, per lo stesso destino di Metropolitan e Gran Guardia. I giovani occupanti sono entrati da un ingresso secondario che pare non fosse stato chiuso a dovere.
 Quasi contemporaneamente ai primi minuti di occupazione, all’ingresso dell’ex cinema si sono presentati gli agenti della Digos. Ne è nata una discussione sulla natura dell’immobile destinato a diventare un grande parcheggio a pagamento. E’ ancora formalmente privato, ma esiste il compromesso che precede il contratto di acquisto che la Spil, società pubblico-privata, dovrebbe formalizzare a febbraio 2006.
 La polizia. All’inizio così ci sono stati momenti di tensione e alla “trattativa” hanno partecipato il vicequestore Paolo Rossi e un della proprietà (gli eredi Marinari), che ha precisato che non vi era l’intenzione di presentare querela per l’occupazione.
 A quel punto, la presenza della polizia non era più necessaria, la tensione si è sciolta, e all’interno dell’ex cinema sono cominciate le grandi pulizie e l’organizzazione degli spazi per permettere lo svolgimento delle attività che si susseguiranno fino a domani.
 Il programma. Musica e video per la serata di ieri, e assemblea pubblica oggi alle 16 sui temi dell’autorganizzazione, reddito sociale, diritti. Alle 21 rassegna musicale “Livorno brucia”, organizzata dal collettivo del Godzilla “Officina sonora” e poi dj fino a notte.
 La giornata di domani, invece, precede una rassegna di videomakers livornesi (alle 17) e a seguire assemblea pubblica su “Autoproduzione e comunicazione” nel corso della quale si parlerà anche dell’informazione in città. Alla sera concerto/teatro del gruppo “Loungerie” e ancora musica fino a notte. Tutti i giorni, all’interno dell’Odeon, si può visitare la mostra fotografica sull’estetica femminile curata dal collettivo “C-attive”.
 Città in crisi. «La nostra città sta attraversando una profonda crisi - spiega il documento diffuso dal “Godzilla” - accompagnata da un disperato tentativo di riconversione al turismo e al terziario, passando per la costruzione di megacentri commerciali e alberghi di lusso». Ad essere messi sotto la lente di ingrandimento sono i progetti Porta a Mare, le nuove baracchine, «il nuovo fulcro dell’aggregazione che è diventato Porta a Terra».
 Immobili abbandonati. Dietro la città che cambia il proprio volto «facendosi una maschera di bellezza» si intravedono - continua il documento - «tumori pronti a scoppiare su svariati fronti. A cominciare dal fatto che la vita sociale si riduce sempre di più alla soddisfazione del bisogno di acquistare il nuovo prodotto, di approfittare dell’ennesima offerta, facendo l’ennesimo debito. Per continuare con un tasso di disoccupazione giovanile che tocca il 20,7% ed è il più alto in Toscana, e con la realtà di una città disseminata di immobili abbandonati di proprietà comunale: le Terme del Corallo, l’ex Pirelli, l’ex Grabau, l’asilo di Coteto, Villa Pendola, Villa Mauro Gordato, Villa Corridi, la Casa della Cultura, invasi di macerie e disseminati di siringhe».
 Un segnale politico. L’idea della tre giorni all’Odeon nasce, insomma, come «segnale politico e scossa rispetto alla situazione di abbandono della città e risposta alla necessità di apertura di luoghi di socialità lontani dalla logica del profitto». Ma anche segnale di come sia sentito il bisogno di una discussione sul nuovo volto della città.
 Il quartiere. «Sono qui dalle 7 del mattino - racconta il parcheggiatore dello spazio intorno all’Odeon - e ho sentito tanti commenti di cittadini che danno ragione a questi ragazzi». Sul marciapiede una signora con la figlia piccola per mano, ferma uno degli occupanti e preoccupata chiede: «Ma farete confusione con la musica? Cerchiamo di avere rapporti di buon vicinato. Perché noi dobbiamo dormire».

DOMENICA, 30 OTTOBRE 2005
 
Pagina 3 - Livorno
 
Mezz’ora di interviste su divertimento e droga

Ragazzi e ragazze si raccontano davanti alle telecamere
 
 LIVORNO. «Ti diverti quando ti droghi e ti droghi quando ti diverti». Il ragazzo con il volto travisato chiude così il bel video del collettivo “mob-com” del centro sociale “Godzilla” - gli stessi che tentarono l’anno scorso l’esperienza della tv di strada - intitolato “A Livorno’un c’è nulla?” e presentato ieri sera per la prima volta all’ex Odeon occupato. Le interviste, realizzate in giro per la città, danno voce ai più giovani sui temi dello svago, dell’impegno e del rapporto con le sostanze: alcol, canne e droghe pesanti. Tra i volti, anche quello di Pietro Contorno, anima del centro per giovani “Todo Modo”, che lascia sospesa una domanda: «Qualcuno mi sa dire come si interviene sul disagio giovanile in questa città? Qualcuno ha un’idea?».
 Contorno chiede che si apra «un discorso su disagio e interventi necessari» e non è tenero con il Comune: «La nuova amministrazione - spiega - si è fatta fare un conto complessivo di quanto costano le cose messe in atto. Allora, mettiamoci un commercialista a fare politica! Qui ci vogliono le idee, altrimenti diventiamo tutti “business men” ma senza cambiare nulla».
 Ma cosa chiedono i ragazzi e le ragazze di Livorno, almeno quelli compresi nella fascia d’età 14-25, visto che oggi poi si è giovani fino a 40 anni? «Non vedo la gente soddisfatta - racconta un’intervista - c’è un’aria stagnante. Questa città aveva creatività, un’identità precisa, c’era movimento. Negli ultimi 3-4 anni tutto questo si è spento».
 Eppure, almeno d’estate - provoca l’intervistatore - la città sembra vivere? «Le feste, le fiere - risponde un altro ragazzo - sono ideate da persone non giovani. E poi non ci sono iniziative che spingano i giovani a provarci. Livorno è triste come città, io ho il progetto di scappare via».
 Livorno va conosciuta, gli fa eco una ragazza intervistata a una festa: «E per conoscerla devi avere le informazioni giuste». Tra queste ci sono quelle relative al famoso “moletto”: «Se dico ai miei amici - racconta una ragazzina con le trecce, di cui non si vede il volto - andiamo a “Tuffati in città”, la risposta è una sola: preferiscono andare al moletto a fumare un bonjo».
 Le interviste scivolano verso l’argomento droga che un giovane definisce «un sostegno morale per chi non riesce a fare qualcosa per se stesso». Ma come vivono l’uso di sostanze i ragazzi livornesi? «Tante persone adulte - spiega uno che sembra sapere bene di cosa sta parlando - ne fanno uso. Le vedi usare già da piccolo, dai genitori. Quando ci arrivi tu sai cos’è, ma poi la canna la devi capire».
 Il fumo che «rilassa, lega meglio a tutti gli altri, fa vivere meglio la musica che ascolto», ma anche il fumo come «noia»: «Con la canna - è un’altra voce - ti fumi tutte le noie della tua giornata».
 La droga? «È una parte integrante della mia vita - risponde una bella ragazza -. Raccontarmi al di fuori della droga è difficile». Vino, alcol, bamba, le va a ruota un ragazzo che dichiara: «A parte l’oppio ho fatto tutto». La ragazza con le trecce ricorda: «A 15 anni ho fatto le pasticche». Perché è ganzo, le chiede l’intervistatore: «No, ma mi piace - è la risposta - ti senti più disinibita, più aperta con gli altri».
 A chiosare le interviste è ancora Contorno: «Non si ha più la stessa consapevolezza delle sostanze che si aveva una volta. Pensano di non essere tossicodipendenti perché si fanno solo nel fine settimana». Poi, però - ammette uno degli ultimi intervistati - «quando i problemi che hai rimandato stonandoti arrivano tutti insieme, è un bel casino».
D.F.

DOMENICA, 30 OTTOBRE 2005
 
Pagina 3 - Livorno
 
LIPPI
 
Poteva essere un bel centro congressi
 
 LIVORNO. È arrivato intorno alle 13, Giovanni Lippi padrone dell’ex cinema Odeon, e la sua presenza ha dato vita a una discussione con gli occupanti durata fino al tardo pomeriggio. Con tanto di regalo, al centro sociale “Godzilla”, di parte delle vecchie sedie di legno e di altri materiali. «A questa città ho dato più di quello che dovevo per cinquant’anni - ha spiegato Lippi - ma ora meglio vendere che fallire». Lippi era in vacanza all’Elba ed è rientrato prendendo il traghetto al volo per venire a rendersi conto di persona. «Ragazzi - ha detto - voi fate bene a richiamare l’attenzione su quello che sta accadendo in città. Ma bisogna anche sapersi adeguare ai tempi». I tempi, per esempio, della multisala “Medusa” da più parti chiamata in causa come elemento scatenante della chiusura in serie degli spazi culturali del centro città: «Ma la “Medusa” non l’ho mica voluta io», ricorda Lippi.
 Nella bella struttura dell’ex Odeon - chiedono i giovani a Lippi - non poteva nascere per esempio un centro per convegni? Il proprietario non si tira indietro e ricorda: «Negli anni ’80 questo era il progetto di mio padre, con i parcheggi nel parco dietro. Poi quel terreno venne espropriato e senza posto per le macchine non c’è centro congressi che possa vedere la luce».
 Oggi di posti auto si torna a parlare, ma dentro la struttura che fu luogo di cultura. E anche su questo Lippi vuole dire la sua, tirando le orecchie ai livornesi: «Ho gestito per tanto tempo la Gran Gaurdia - ricorda - e conoscevo gli abbonati uno per uno: vi assicuro che, potendo, avrebbero parcheggiato direttamente sul palcoscenico».
D.F.

DOMENICA, 30 OTTOBRE 2005
 
Pagina 3 - Livorno
 
COSIMI
 
Perché bisogna contrapporsi?
 
 LIVORNO. «Le cose si possono chiedere. Perché scegliere la strada della contrapposizione per ottenere cose che è possibile ottenere con il confronto?». Alessandro Cosimi commenta così, a fine giornata, l’occupazione dell’ex cinema Odeon da parte del centro sociale “Godzilla”. Ricordando la «convenzione che come Comune abbiamo con il centro sociale e la disponibilità che non è mai venuta meno alla discussione, al confronto anche serrato ma sempre nelle regole».
 Un po’ amareggiato per la scelta dell’occupazione, dunque, ma non al punto da chiudere le porte al dibattito che inevitabilmente questa scelta porta con sé: «Non andrò all’Odeon - continua Cosimi - perché non sono stato invitato. Eppure, forse, si poteva prevedere un momento di incontro in queste giornate. Ma avremo tempo per recuperare la situazione. D’altra parte, io resto convinto che il conflitto se genera idee va bene».
 Una disponibilità che non impedisce al primo cittadino di ribadire la posizione già espressa sulla chiusura di cinema e teatri in città: «Sono strutture private che come amministrazione pubblica non potremmo mantenere. E vorrei proprio che anche questi giovani si ponessero il problema dei tagli che la Finanziaria farà cadere sulle casse dei Comuni. Perché questo è un punto centrale della realtà che tutti viviamo».
 Per quello che riguarda l’occupazione, infine, Cosimi ricorda che il Comune, attraverso la polizia municipale, terrà monitorata la situazione fino al termine dell’iniziativa.
D.F.



LUNEDÌ, 31 OTTOBRE 2005
 
Pagina 11 - Livorno
 
La Spil è pronta anche a farsi da parte
 
«Lippi vuole un centro congressi? Bene, trovi un altro acquirente»
 
 Al presidente Riccardo Vitti non sono andate giù le dichiarazioni del gestore dell’ex cinema di largo Valdesi
 
ALESSANDRO GUARDUCCI

 LIVORNO. L’Odeon non è un immobile abbandonato, ma potrebbe diventarlo presto. Già, perché il passaggio di proprietà dell’edificio dagli eredi di Fortunato Marinari alla Spil rischia a questo punto addirittura di saltare. Con tutte le conseguenze che un simile esito potrebbe avere: gli attuali proprietari non riceverebbero gli oltre sei milioni di euro, che è il prezzo fissato per la vendita; il parcheggio da 650 posti auto a servizio del centro non vorrebbe realizzato; l’ex cinema resterebbe chiuso.
 Uno scenario poco edificante, ma è quello che si sta concretizzando proprio in queste ultime ore. Alla Spil, che nell’estate scorsa ha firmato un contratto preliminare d’acquisto dopo una trattativa andata avanti per mesi, non è affatto piaciuta la piega che ha preso la vicenda-Odeon con l’occupazione dell’immobile di largo Valdesi da parte dei giovani del Centro sociale “Godzilla”. Ma soprattutto non sono piaciute le dichiarazioni rilasciate agli organi di informazione dall’ex gestore del cinema - che veste anche i panni di proprietario - Giovanni Lippi.
 A sottolinearlo, chiaro e tondo, è Riccardo Vitti, presidente di Spil e personaggio poco inclìne alle esternazioni mediatiche. Se stavolta ha deciso di esporsi in prima persona, significa davvero che la misura deve essere considerata piena... «Spil ha sottoscritto un compromesso d’acquisto con l’intenzione di riconvertire l’ex cinema Odeon in un parcheggio - spiega Vitti - ma se qualcuno ci ha ripensato, e vuole trasformare l’edificio in qualcos’altro, non c’è alcun problema. Noi siamo pronti a farci da parte e a lasciare campo libero».
 Il riferimento è chiaramente rivolto alla nostalgia espressa da Lippi per l’idea - a quanto pare mai tramontata nei suoi pensieri - di trasformare l’Odeon in un centro congressi. «Benissimo - afferma il presidente di Spil - Se trova qualcuno disposto a comprare l’Odeon per farci un Centro congressi saremo contenti per lui. A noi non è un intervento che possa interessare».
 Ma com’è possibile che Spil, che dovrebbe firmare a febbraio il contratto definitivo per l’acquisto dell’ex Odeon, possa a questo punto defilarsi? «Perché tra poche settimane - risponde Vitti - è fissata la scadenza entro la quale potremo far valere o meno l’opzione d’acquisto. Se non ci saranno i presupposti per andare avanti col progetto di costruzione di un parcheggio, che è comunque un intervento a cui guardiamo con grande interesse, lasceremo cadere l’opzione...»
 Il presidente di Spil ha inoltre voluto spiegare «che la realizzazione di un parcheggio in centro è un’operazione di interesse generale e non certo una “speculazione”. Dal punto di vista economico si tratta di un intervento vantaggioso, ma il margine di guadagno non è certo molto alto...» Insomma, se il parcheggio dentro l’Odeon non dovesse più farsi, alla Spil non si strapperebbero i capelli... Intanto l’occupazione dell’ex cinema va avanto. Oggi è in programma una rassegna di videomakers livornesi (alle 17) e a seguire assemblea pubblica su “Autoproduzione e comunicazione” nel corso della quale si parlerà anche dell’informazione in città. Alla sera concerto/teatro del gruppo “Loungerie” e ancora musica fino a notte.


LUNEDÌ, 31 OTTOBRE 2005
 
Pagina 11 - Livorno
 
INTERVENTO/1
 
Rifondazione: «Una speranza di cambiamento»
 

 I ragazzi del movimento spazi sociali sono entrati nel cinema Odeon ed hanno riaperto a tutti un luogo importante, simbolico, di via culturale e sociale per la città che per tre giorni «miracolosamente» riprenderà vita.
 Un luogo anche affettivo, il «Cinema Paradiso» di decine di migliaia di livornesi che almeno una volta nella loro vita hanno vissuto l’emozione ed il fascino di una delle sale cinematografiche più belle della città e che oggi forse lo stesso progetto di abbattimento e riconversione urbanistica rende ancora più emozionante.
 Questo atto semplice e coraggioso indica in modo molto concreto un’alternativa al destino di lento abbandono e di svuotamento progressivo del centro urbano, stritolato tra la Porta a Terra e la progettata Porta a Mare. Un atto che calpesta il medesimo solco delle iniziative di questa estate dei Comitati che si mobilitarono contro la chiusura del Cinema Teatro La Gran Guardia.
 Gli effetti convulsi di quanto è successo nella nostra città con i grandi stravolgimenti urbanistici che l’hanno attraversata in questi ultimi anni, ancora una volta dimostra che il governo pubblico del territorio, la programmazione territoriale ed economica non può essere abbandonata alle leggi del mercato, ma deve essere orientata ad un uso razionale degli spazi urbani che abbia come fine l’innalzamento della qualità della vita e del benessere della collettività. Tutto ciò fino ad oggi non è accaduto, non è detto che d’ora in poi non debba cominciare ad accedere.
 Essere dalla parte dei giovani che oggi hanno «liberato» l’Odeon, seppur per tre giorni, significa lasciare aperta la porta alla speranza di un cambiamento della città e di una riappacificazione con la propria storia di città democratica e di sinistra.
Partito della Rifondazione Comunista Federazione Livornese


LUNEDÌ, 31 OTTOBRE 2005
 
Pagina 11 - Livorno
 
INTERVENTO/2
 
Sinistra Critica: «No a una città simile a Milano 2»
 
 Sinistra Critica esprime solidarietà all’occupazione del cinema Odeon da parte del Csoa Godzilla, condividendo le preoccupazioni che muovono i compagni e le compagne occupanti riguardo al degrado economico e sociale della nostra città. Non è un caso che oggi Livorno si trova letteralmente catapultata in una realtà di decadenza economica e, conseguentemente, culturale, prodotti entrambi del nuovo riassetto «neoliberista» della nostra città, piegata dalle privatizzazioni e dalla logiche di profitto cavalcate ed incarnate dell’attuale giunta comunale, come delle precedenti. Il cinema Odeon cede il passo a un parcheggio, così come il teatro Gran Guardia rischia un destino analogo, se non peggiore, trasformato magari nell’ennesimo centro commerciale. Livorno è stata ridisegnata - contro la maggioranza dei cittadini - in un arido centro desertico, spenta dalle luci della Porta a Terra oggi, e da quelle dei «ricchi» della Porta a Mare, domani. Nessuna interlocuzione con la cittadinanza è stata tentata da parte dell’amministrazione Cosimi, che, ciò nonostante, continua a parlare di un non meglio precisato concetto di partecipazione.
 Riteniamo che oggi, in questa città, occupare un cinema come l’Odeon sia un forte elemento di partecipazione dal basso, un elemento che parla, in primo luogo, con la voce dei precari e dei disoccupati che a Livorno (come altrove) non hanno più un luogo di accesso alla cultura - gratuito, libero, non massificato - e che parla la voce degli studenti che a Roma, ma in futuro in tutta Italia, dimostrano con grande determinazione e consapevolezza che nessuna riforma - Moratti o Berlinguer - debba renderli futuri precari in pasto al mercato. Invitiamo, quindi, tutti e tutte coloro che si oppongono ad una città sempre più simile a Milano 2 a partecipare alle assemblee pomeridiane autogestite all’Odeon, e a sostenere questa occupazione.
Sinistra Critica - area  programmatica del Prc
postato da: doic alle ore 13:29 | link | commenti
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