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martedì, 01 novembre 2005

DAL TIRRENO DI OGGI

MARTEDÌ, 01 NOVEMBRE 2005

 
Pagina 1 - Livorno
 
Cessata l’occupazione dell’ex cinema
 
I giovani del Godzilla: «Questa città sta andando verso il disastro sociale»
 
 Video con gli operai della Lips e adolescenti che parlano di droga
 
 LIVORNO. Dall’ex cinema Odeon occupato per iniziativa del centro sociale Godzilla sono passati in tanti, per partecipare o solo rendersi conto della tre giorni simbolica nata con l’intenzione, espressa dagli organizzatori, «di mettere l’accento sul disastro sociale che da qui ai prossimi dieci anni è possibile immaginare a Livorno».
 Una città che i videomakers locali hanno provato a descrivere nelle proiezioni che hanno caratterizzato il pomeriggio di ieri: l’intervista a Bobo Rondelli, quella agli operai della Lips ripresi e intervistati durante la recente occupazione della fabbrica, i tre “corti” di Paolo e Marco Bruciati, il video “A Livorno non c’è nulla?”, prodotto dal collettivo “mob.com”, che tanti commenti ha collezionato dopo la proiezione in prima assoluta sabato sera, nonostante il contenuto dia seriamente da pensare sul futuro di buona parte di una intera generazione. In cinque si avvicendano dietro la cinepresa dalla quale sono usciti 35 minuti serrati di interviste a ragazzi e ragazze livornesi che si raccontano rispondendo alle domande su tempo libero, divertimento e rapporto con alcol e droghe. Con durezza e disincanto, l’aria di aver visto tutto o nulla, tanto è lo stesso.
 L’idea a cui il video è nato è quella che, nell’estate del 2004, diede vita al primo esperimento di “tv di strada”, bloccata sul nascere dall’avvento del digitale terrestre che si è “mangiato” la frequenza: «La prospettiva - spiegano gli autori del video - è quella di “fare rete” con tutti coloro che in città producono video, per realizzare altri lavori magari con l’aiuto esperto di chi ha maggiore professionalità». In programma, “mob.com” ha già un altro lavoro, le cui riprese dovrebbero iniziare a breve, sul tema del rapporto tra livornesi e mezzi di informazione.
 Sette, invece, sono i gruppi musicali che si sono esibiti all’Odeon. Riuniti sotto la sigla “Officina sonora”, collettivo nato questa estate che all’interno del Gozilla trova spazio mantenendo indipendenza e autonomia, raggruppano musicisti emergenti e l’occasione della tre giorni all’Odeon era la prima uscita dalla nascita del progetto. «L’idea è quella - raccontano i promotori dell’iniziativa - di avviare progetti di autoproduzione musicale di cui ci sono, in una città come Livorno, tutti i presupposti». Perché il “pallino” delle note accomuna oltre 200 gruppi musicali che in città lavorano sulle diverse sonorità «ma che non trovano visibilità, visto che a esibirsi finiscono poi per essere i soliti». Quelli che possono permettersi di pagare la sala di incisione e piazzarsi così nell’ingranaggio musicale del mercato che conta.
 Ad accogliere chi in questi giorni ha voluto “curiosare” su cosa stava accadendo nella bella struttura dell’ex cinema, la mostra dedicata all’immagine della donna, «alla simbologia dei corpi perfetti, alla rincorsa all’immagine patinata proposta a modello e assunta, purtroppo, come propria da molte donne». A realizzarla, il collettivo “C-Attive” che si riunisce ogni martedì sera al centro sociale e che l’anno corso ha realizzato anche un bel lavoro sul ruolo delle donne nella resistenza livornese.
 All’ingresso dell’ex cinema occupato il tavolo con i volantini del collettivo “PrecAut”, nato nel marzo dell’anno scorso e pronto ad aprire a fine novembre lo sportello di consulenza e assistenza gratuite nella sede dei Cobas in via Pieroni (per informazioni 340 6439781). «Il riferimento al precariato - spiegano i promotori - è nel senso più ampio, dalla casa al lavoro. Sugli sfratti lavoriamo con l’Unione inquilini e ci spaventa il fatto che abbiamo visto crescere, in pochissimo tempo i casi di morosità. Situazioni che non avremmo mai pensato di vedere, perché per non riuscire più a pagare gli affitti di mercato basta una spesa imprevista, un calo di lavoro, star fermi un mese se si hanno contratti precari».
 La gestione dello spazio occupato ha tenuto impegnati gli organizzatori nella gestione del bar, delle pulizie, nell’organizzazione delle iniziative anche dal punto di vista tecnico, nel controllo degli ingressi. Con il problema comune a tutti i luoghi di ritrovo per i più giovani che è quello di vigilare sull’ingresso di sostanze stupefacenti. Domenica sera il meccanismo di filtraggio ha funzionato e una persona, trovata con un po’ di pasticche, è stata allontanata dal servizio d’ordine.
Donatella Francesconi
postato da: doic alle ore 11:51 | link | commenti
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